Haram Aleikum
Viene difficile non notare che la Libia liberata, mentre il premier Mustafa Abdel Jalil dichiara che da oggi la legge s’ispira alla sharia e da subito saranno cancellati – per esempio – gli interessi sui prestiti per comprare casa come prescrive il Corano, è nata da un atto di assoluto disprezzo della tradizione islamica là dove conta, nel trattamento dei nemici vinti e nella cura dei morti.
22 AGO 20

Viene difficile non notare che la Libia liberata, mentre il premier Mustafa Abdel Jalil dichiara che da oggi la legge s’ispira alla sharia e da subito saranno cancellati – per esempio – gli interessi sui prestiti per comprare casa come prescrive il Corano, è nata da un atto di assoluto disprezzo della tradizione islamica là dove conta, nel trattamento dei nemici vinti e nella cura dei morti. Ieri il corpo di Gheddafi è stato esposto per il terzo giorno consecutivo agli occhi del pubblico, ormai poco e annoiato, per terra in una cella frigo per polli di Misurata. Difficile non ricordare le sue parole prima di morire, ripetute due volte: “Haram aleikum”, “state peccando”, ma anche “vergognatevi”.
Quanta differenza con il trattamento riservato dagli americani, passati per lezioni dolorose su come si trattano il Corano e i fedeli musulmani, alle spoglie mortali di Osama bin Laden, il capo di al Qaida ucciso in un raid ad Abbottabad, in Pakistan. A bordo della portaerei Uss Carl Vinson in navigazione nel mare arabico settentrionale, personale islamico ha prima proceduto al lavacro del corpo, al ghasul, e poi ad avvolgerlo in stoffa bianca, al kafan, perché come prescrisse Maometto, “avvolgete i morti in bianco, sicuramente il vostro tessuto migliore è bianco”, mentre un imam militare recitava 40 minuti di preghiere. Un eccesso di zelo, perché, essendo Bin Laden morto durante una sparatoria e non in circostanze ordinarie, non c’era bisogno del rito completo per il passaggio all’aldilà. Ma tant’è, Washington ormai conosce e insegna la pietà nella morte per il suo peggior nemico. Altrove è vilipendio e scempio. Haram aleikum.